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Il tracciato della Ciclovia Alpe Adria sul sito ufficiale

Ieri mattina mi telefona un ragazzo di Modena. Sta per partire alla volta di Tarvisio per percorrere la parte italiana della Ciclovia Alpe Adria ma è piuttosto perplesso. Sui siti ufficiali del nostro percorso preferito ha trovato la notizia che la pista ciclabile finisce a Dogna.

Per fortuna che il ragazzo è molto pignolo e si è preso la briga di verificare le cartine dal sito ufficiale con quelle di OpenCycleMap accorgendosi delle numerose differenze.

Stesso discorso per le descrizioni del tracciato: sia il sito istituzionale (www.alpe-adria-radweg.com) che quello gestito da Promoturismo FVG danno delle notizie poco aggiornate.

Scoraggiato da questa situazione sconfusionata stava per optare per delle vacanze in bicicletta da qualche altra parte.

Per fortuna ha trovato il nostro sito e dopo una lunga telefonata in cui gli ho descritto la situazione attuale della ciclovia, si è convinto a venire in Friuli per percorrerla da Tarvisio a Grado (gli ho ovviamente suggerito di proseguire almeno fino a Monfalcone lungo la ciclovia del Mare Adriatico).

Ma torniamo ai siti “ufficiali” che raccontano la nostra Ciclovia Alpe Adria.

Il sito istituzionale realizzato coi fondi del progetto europeo Interreg Italia-Austria (www.alpe-adria-radweg.com) è stato completamente rinnovato pochi mesi fa. La parte Austriaca del sito è precisa, dettagliata e impeccabile (come sempre!) mentre quella relativa alla parte italiana è sommaria e riporta informazioni non aggiornate. Sembrerebbe che al curatore del sito siano state fornite delle informazioni vecchie di almeno 6 anni.

Ho evidenziato nelle cartine (che trovate nella galleria fotografica in fondo alla pagina) le discrepanze con lo stato di fatto attuale, cercando di indicare anche l’anno in cui il tracciato della Ciclovia Alpe Adria è stato modificato (spero che la memoria non abbia tradito!).

Come si vede, la mappa non tiene conto della conversione in pista ciclabile dell’ex sedime ferroviario in prossimità di Valbruna e Malborghetto (aperto al transito nel 2015!), delle recenti modifiche a Pontebba e Pietratagliata, dell’apertura del tratto Resiutta-Moggio Udinese nel 2017, dello spostamento del percorso sulla sponda sinistra del Tagliamento tra Venzone e Gemona del Friuli (nel 2015), delle modifiche del tracciato nei comuni di Osoppo (nel 2017), Tricesimo (nel 2016), Tavagnacco (nel 2016) e a Mereto di Capitolo (sempre nel 2016).

Come già accennato, la parte descrittiva delle tappe riportata su questo sito (per la parte italiana) è incompleta e superficiale oltre a riportare gli errori sopra descritti.

Anche per quanto riguarda i dati altimetrici delle tappe italiane vengono riportati dei valori folli! Da Tarvisio a Venzone il sito riporta 1398 metri di salita (in realtà sono circa 230 m), da Venzone a Udine 541 metri (reali 180 m) e ben 312 metri per il tratto di pianura che scende da Udine a Grado (reali circa 25 m).

Si riscontra una situazione analoga pure nel sito dedicato alla Ciclovia Alpe Adria gestito dall'agenzia regionale "Promoturismo FVG" (https://www.turismofvg.it/ciclovia-alpe-adria-itinerario-completo). Le descrizioni del percorso sono di sicuro le stesse informazioni (non aggiornate dal 2015) date alla ditta che gestisce il sito istituzionale.

Come se non bastasse, dal sito di Promoturismo si può ancora scaricare il RoadBook realizzato nel 2012-13 grazie al progetto Terra dei Patriarchi. Ma i le informazioni presenti su questo roadbook sono abbondantemente superate e possono creare ancora più confusione in chi lo consulta. Secondo me andrebbe rimosso o almeno specificato che le informazioni contenute in questo libretto sono vetuste.

Ho segnalato più volte queste incongruenze alla Regione e a Promoturismo FVG ma nessuno si è ancora attivato per porre rimedio a tali errori. Spero che rendere pubbliche queste problematiche possa rappresentare uno stimolo a correggere tali errori.

Dispiace constatare che il poco interesse nel completare le infrastrutture tuttora mancanti non solo per completare la Ciclovia Alpe Adria (FVG 1) ma anche le restanti 9 ciclovie di interesse regionale si riscontra anche nella poca cura della gestione di questi siti che dovrebbero rappresentare una vetrina per valorizzare e far conoscere questi percorsi dedicati ai ciclisti.