Nell'ultima tappa si attraversa la pianura per raggiungere la laguna ed il Mare Adriatico. Il percorso corre lungo strade secondarie ed alcune piste ciclabili passando attraverso numerosi borghi agricoli spesso caratterizzati da eleganti ville venete.
Nel corso della pedalata si attraversa la città fortificata di Palmanova, i castelli di Strassoldo ed Aquileia, antica città romana e per molti secoli sede del Patriarcato. L'ultimo tratto del percorso che porta all'isola di Grado è spettacolare in quanto la pista ciclabile attraversa la laguna su un terrapieno.
Descrizione della tappa
L'ultima tappa della Ciclovia Alpe Adria Radweg riparte dalla bella piazza Libertà, nel cuore del centro storico di Udine. Si esce dalla città pedalando dapprima nelle strade a traffico limitato del capoluogo friulano e quindi su piste ciclabili e strade dal traffico moderato. Usciti dalla periferia di Udine si segue per alcuni chilometri una strada sterrata fino a trovare una pista ciclabile asfaltata che ci porta a Pradamano.
Si supera Pradamano passando attraverso alcune storiche viuzze e passando davanti alla storica Villa Ottelio, una delle decine di ville padronali che si possono trovare quasi in tutti i paesi sorti nelle campagne tra Udine e Palmanova. Alternando tratti asfaltati a strade sterrate si aggirano gli abitati di Lovaria e di Pavia di Udine proseguendo verso il minuscolo borgo di Selvuzzis, caratterizzato dalla singolare Villa Deciani. Continuando a pedalare lungo il tracciato della Ciclovia Alpe Adria Radweg incontriamo altre prestigiose ville padronali come la bella Villa Florio, nel piccolo borgo di Persereano, e l'elegante Villa Agricola del Torso (ora trasformata in albergo) a Tissano, paesino famoso anche per la sua sfilata di Carnevale.
Dopo aver superato Santa Maria la Longa e Mereto di Capitolo, si giunge alla periferia di Palmanova: incredibile città fortificata dalla pianta stellata edificata dalla Serenissima Repubblica di Venezia nel 1593. Prima di entrare in città attraverso una delle sue porte monumentali, la Ciclovia corre su una stradina sterrata che ci offre belle vedute sui bastioni e le fortificazioni più esterne della città stellata. Dentro le mura di Palmanova, la grande piazza centrale circondata da edifici storici rappresenta un punto di sosta obbligato per tutti i cicloturisti che percorrono la Ciclovia Alpe Adria Radweg.
Usciti dalla fortezza di Palmanova, una pista ciclabile non asfaltata passa in mezzo alle strutture fortificate realizzate in epoca napoleonica e prosegue lungo il fossato del Taglio (il canale che drenava le acque in eccesso dal fossato che circonda la fortezza). Dopo aver superato il paesino di Privano, si giunge a Strassoldo, pittoresco borgo medioevale caratterizzato da due castelli e attraversato da alcuni corsi d'acqua di risorgiva. Da Strassoldo si pedala quasi sempre sulla pista ciclabile asfaltata che corre parallelo alla trafficata strada regionale (SR352).
Giunti a Cervignano del Friuli, grosso centro abitato bagnato dal fiume Ausa, il tracciato della Ciclovia Alpe Adria Radweg si sovrappone ai percorsi cicloturistici FVG-2, Eurovelo 8 e Adriabike. Di recente a Cervignano è stata completata la tabellazione: purtroppo l'attraversamento della cittadina avviene quasi sempre sulla trafficata strada regionale. Per fortuna, superato il centro e raggiunto il cimitero, ricomincia la pista ciclabile in sede propria che ci accompagnerà fino a Grado. Oltrepassato l’abitato di Terzo, nel quale la Ciclovia ci offre delle belle vedute del fiume che da il nome al paese, la pista ciclabile inizia a correre sul sedime di un'altra ferrovia abbandonata: la Cervignano - Aquileia - Belvedere.
Dopo pochi chilometri si giunge ad Aquileia: capitale storica del Friuli e maggiore centro archeologico dell'Italia settentrionale. Fondata nel 181 a.C. dai romani, grazie alla sua posizione strategica divenne una delle più importanti metropoli dell’impero. La città raggiunge il massimo splendore nel IV secolo e, grazie ai Patriarchi, mantiene una notevole importanza politica e religiosa anche successivamente alla caduta dell'impero romano.
Le scorrerie dei barbari e l'avvento dei Longobardi, determinò l'abbandono della città che verrà riportata a una certa importanza solo verso l'anno Mille, grazie al patriarca Poppone che riporta proprio in questo luogo la sede del patriarcato e ristruttura la basilica di Santa Maria Assunta. Consigliamo a tutti i cicloturisti di fermarsi a visitare questa località: la pista ciclabile passa accanto agli scavi che hanno riportato alla luce il porto, il foro, i basamenti, i mosaici di numerose ville ed aggira il retro della maestosa Basilica di Santa Maria Assunta.
Visitata Aquileia, si riprende a pedalare sulla pista ciclabile realizzata sopra la vecchia ferrovia fino alla caratteristica ma fatiscente stazione di Belvedere. Un tempo, qui i vacanzieri scendevano dal treno e si imbarcavano sul traghetto che li avrebbe portati sull'isola di Grado. Ora invece, a lato del terrapieno su cui corre la strada che collega Grado alla terraferma, è stata realizzata una suggestiva pista ciclabile che attraversa integralmente la laguna.
Questa pista ciclabile, circondata dalle acque salmastre della laguna, offre delle belle vedute dell'area umida caratterizzata da isolotti colonizzati da una peculiare vegetazione e da molti volatili. Ben visibile ai margini della laguna, su una delle poche isole abitate, il santuario mariano di Barbana. La pista ciclabile finisce poco prima del ponte girevole che permette l'accesso alla storica cittadina di Grado.
La Ciclovia Alpe Adria Radweg termina in un’altra cittadina dalla storia notevole. Sbocco sul mare per la vicina città romana di Aquileia, successivamente assume importanza politica e religiosa in seguito all'invasione dei Longobardi della terraferma. L'ascesa di Venezia provoca il lento declino di Grado che si riduce a un semplice villaggio di pescatori. Dopo l'annessione all'impero Austro-Ungarico, Grado diventa un importante centro turistico e termale. Il centro storico si è incredibilmente conservato, senza subire subire grosse modifiche dovute al grande successo turistico della località dalla fine del XIX secolo: un dedalo di strette calli e campielli medievali di gusto veneziano, caratterizzato da piccole abitazioni in pietra addossate l'una all'altra.
Per i cicloturisti che hanno percorso la Ciclovia è assolutamente d'obbligo una nuotata ristoratrice nelle acque dell'alto Adriatico e una passeggiata nella città vecchia. E per chi avesse voglia di pedalare ancora un po', suggerisco di proseguire seguendo le indicazioni del percorso ciclabile FVG-2 (Ciclovia del mare Adriatico, che fa parte anche dei circuiti cicloturistici Eurovelo 8 e Adriabike) che, quasi sempre correndo lungo la costa, ci può portare fino alla bella città di Trieste.
Sul nostro canale YouTube puoi trovare un video sul tratto finale della Ciclovia Alpe Adria: da Palmanova a Grado (girato il 14/01/2023).
Da Venzone si raggiunge Gemona pedalando ancora su alcuni tratti della vecchia Ferrovia Pontebbana. Si prosegue ancora in piano fino a raggiungere l'abitato di Buja. Il tratto successivo prevede di affrontare alcuni saliscendi: per arrivare a Udine dobbiamo superare le tre cerchie di colline moreniche lasciate dal ghiacciaio del Tagliamento durante l'ultima epoca glaciale. Grazie ad alcune piste ciclabili si entra infine a Udine, città capoluogo del Friuli caratterizzata da un bel centro storico.
Di seguito descriviamo il tracciato ufficiale, come modificato nel 2022. Successivamente trovate i percorsi utilizzati in passato quale tracciato della Ciclovia Alpe Adria, a mio parere ancora molto interessanti da percorrere in bicicletta.
Descrizione della tappa
Appena fuori dalle mura dalla cittadina medioevale di Venzone, la Ciclovia Alpe Adria Radweg prosegue verso la stazione ferroviaria e quindi costeggia per un breve tratto l'argine del fiume Tagliamento. Poco oltre, una suggestiva stradina coperta dalle fitte chiome degli alberi ci conduce di nuovo verso l'ex-sedime della Ferrovia Pontebbana.
Dopo aver superato il viadotto dei Rivoli Bianchi si scavalca la nuova linea ferroviaria e si giunge al villaggio di Ospedaletto oltre cui si prosegue dirigendosi verso la parte bassa di Gemona. Gemona è cittadina con quasi due millenni di storia, sorta in cima a un colle protetto dalle pareti di monti più alti. Assolutamente consigliata la deviazione per salire verso il centro storico di Gemona: potrete passeggiare attraverso le caratteristiche viuzze medioevali e visitare il duomo e il castello.
Il tracciato della Ciclovia Alpe Adria è stato modificato di recente: ora i segnavia indicano di proseguire lungo la pista ciclabile che lambisce una roggia e si avvicina alla stazione ferroviaria di Gemona dove si trova anche un centro informazioni per i ciclisti. I segnali conducono i ciclisti su viabilità ordinaria verso la frazione di Campolessi dove si attraversa la trafficata strada statale grazie a un semaforo. Si prosegue quindi pedalando sempre su strade poco trafficate fino a raggiungere le pendici del Monte di Buja. Dopo aver superato con un ponte il fiume Ledra si arriva a Buja: storico centro collinare, celebre tra l’altro per avere dato i natali ad alcuni dei più bravi incisori della Zecca di Stato. Per ricordarli, sul panoramico monte che sormonta i borghi che costituiscono il comune di Buja, è stato realizzato il Museo della Medaglia.
Procedendo lungo il tracciato di recente tabellato, appena oltre Buja si incontrano le colline moreniche: tre cerchie di alture che si sono formate dal progressivo ritiro dei ghiacciai del Tagliamento alcune decine di migliaia di anni fa. Questa è giustamente considerata una delle zone più belle del Friuli: le dolci colline sono spesso ricoperte da boschi e si incontrano di frequente caratteristici borghi rurali, chiese, storiche ville padronali e antichi manieri. I cicloturisti in questa parte dovranno affrontare di nuovo qualche salita ma la bellezza dei luoghi aiuterà ad affrontare gli sforzi.
Correndo quasi sempre su strade asfaltate e poco trafficate si attraversano i comuni di Treppo Grande, Cassacco e Tricesimo fino ad arrivare a Tavagnacco dove le colline moreniche degradano verso la pianura. Pedalando in discesa sulla pista ciclabile che scende verso Tavagnacco, è possibile ammirare da una posizione rialzata la città di Udine e la pianura che la circonda. Proseguendo prevalentemente su piste ciclabili, si giunge in breve al Parco del Cormor, da cui una serie di piste ciclabili ci condurrà attraverso la periferia del capoluogo friulano fino al centro storico.
Da non perdere una visita di Udine: alla scoperta dei notevoli edifici realizzati dalla Serenissima, dell colle sormontato dal castello cittadino e di molti altri edifici di notevole interesse storico oltre, ovviamente, alle Gallerie del Tiepolo.
Percorsi alternativi:
Venzone -Braulins
Testo in preparazione
Gemona - Osoppo - Buja
Fino all'estate del 2022 il percorso della ciclovia Alpe Adria passava per Osoppo ed il Parco del Tagliamento, riprendendo il tracciato attuale nei pressi di Buja.
Dall'ospedale di Gemona si svolta a destra su via Battiferro e subito dopo su via San Pietro. I segnavia FVG 1 tuttora presenti portano al ponte di Braulins dove ci si riconnette con il percorso descritto poco sopra. Da qui il tracciato punta verso sud raggiungendo in breve l’abitato di Osoppo grazie ad alcune strade secondarie e ad alcuni tratti di ciclabile non asfaltata.
Il paese di Osoppo sorge ai piedi di un colle dalle peculiari caratteristiche ambientali e di notevole interesse storico. Oltrepassato il paese si prosegue verso il Parco del Tagliamento pedalando su delle ampie strade bianche che attraversano bei prati stabili, in cui è facile osservare numerose specie di orchidee selvatiche, e che spesso sono contornati da siepi e boschi. Poco oltre la Ciclovia entra nella zona delle risorgive di Bars, riconoscibile dai boschi più fitti e dalla presenza di alcuni rivoli dall’acqua cristallina, e prosegue quindi in mezzo ad estesi prati che lasciano spaziare la vista sull’ampia piana di Osoppo, contornata da monti e colline.
Superati alcuni paesini, pedalando quasi sempre su strade poco trafficate e su piste ciclabili, si arriva in comune di Buja ove in località San Floreano ci si ricongiunge con il tracciato ufficiale della Ciclovia Alpe Adria.
Ippovia - In Natura
Testo in preparazione
In questa tappa si pedala quasi integralmente sul tracciato della vecchia Ferrovia Pontebbana, trasformata in meravigliosa pista ciclabile. Da Tarvisio si pedala per alcuni chilometri in facile salita fino a raggiungere la Sella di Camporosso. Da questo punto, che segna lo spartiacque tra il Mare Adriatico e di Mar Nero, si prosegue in facile discesa seguendo il corso del fiume Fella.
Da non perdere una sosta alla storica stazione di Ugovizza, trasformata in bicigrill, e una deviazione per visitare il caratteristico borgo alpino di Malborghetto. Superata Pontebba, cittadina che per secoli ha rappresentato il confine tra Italia e Austria, la ciclabile punta verso sud entrando in una stretta vallata. Si pedala sulla ex ferrovia che scendeva verso la pianura toccando i villaggi di Dogna, Chiusaforte, Moggio Udinese e Carnia fino ad arrivare all'incantato borgo fortificato di Venzone.
Dati tecnici:
- Distanza: 60 km
- Dislivello in salita: 320 m
- Dislivello in discesa: 950 m
- Traccia per il GPS: CAAR_3-1_tarvisio-venzone.gpx (aggiornato il 31 luglio 2024)
Descrizione della tappa
Ripartiamo da Tarvisio continuando a pedalare in leggera salita sempre sul vecchio tracciato ferroviario trasformato in pista ciclabile asfaltata. Usciti dalla cittadina attraversiamo un altro tratto della millenaria Foresta di Tarvisio per proseguire poi in mezzo a dei prati sempre ben tenuti fino ad arrivare a Camporosso, caratteristico villaggio alpino che sorge proprio sull'omonima sella, uno dei passi più bassi delle Alpi e spartiacque tra il Mar Adriatico e il Mar Nero.
Superato il paese e la funivia che sale al Santuario del Monte Lussari, i cicloturisti devono affrontare ancora un breve sforzo in salita per raggiungere il vecchio "Culmine" della ferrovia sulla Sella di Camporosso (817 m). Da qui inizia la lunga e divertente discesa lungo la Val Canale pedalando sempre sulla pista ciclabile asfaltata realizzata sul sedime della vecchia ferrovia Pontebbana.
Giunti all'altezza della vecchia stazione di Valbruna, si consiglia una breve deviazione per visitare questo delizioso villaggio alpino da cui si possono ammirare delle suggestive vedute della Val Saisera e della spettacolare parete nord del Jof Fuart.
La Ciclovia Alpe Adria Radweg continua la sua discesa passando in mezzo a boschi e prati e superando Ugovizza, con la vecchia stazione trasformata in punto di ristoro. Arrivati alla prima galleria di Malborghetto vi consiglio una breve deviazione per visitare questo pittoresco villaggio alpino che conserva intatti molti edifici storici. Tra questi merita una visita il Palazzo Veneziano, che ospita anche un importante museo etnografico.
Tornati sulla ciclabile si pedala ancora in discesa entrando nelle le due gallerie ferroviarie che si trovano di fronte a Malborghetto per giungere in breve nei pressi di Bagni di Lusnizza, località celebre in passato per una sorgente di acqua sulfurea dalle notevoli proprietà curative. Qui il vecchio ponte ferroviario ci porta sulla sponda opposta del fiume Fella, offrendo allo stesso tempo una bella veduta sulla vallata. La Ciclovia Alpe Adria Radweg prosegue sempre sulla vecchia ferrovia superando una breve galleria e una zona un po' brulla in quanto soggetta all'erosione del fiume.
Presso la vecchia stazione ferroviaria di Laglesie San Leopoldo la pista ciclabile termina e dobbiamo proseguire su una strada asfaltata poco trafficata che in pochi chilometri ci porta fino a Pontebba, importante località dove termina la Val Canale e inizia il Canal del Ferro.
Superate le ultime case di Pontebba, sulla destra si stacca la nuova pista ciclabile che con una brusca salita permette di raggiungere il sedime della vecchia ferrovia Pontebbana riconvertito in pista ciclabile. Stiamo entrando nel tratto più selvaggio del Canal del Ferro, caratterizzato da numerose pareti strapiombanti che chiudono la stretta vallata del fiume Fella. La pista ciclabile corre per decine di chilometri sul sedime della ex-ferrovia Pontebbana attraversando numerose gallerie e una moltitudine di ponti e viadotti. Un tratto davvero suggestivo che non a torto è considerato uno dei percorsi ciclabili più belli a livello mondiale!
Si inizia subito con un'opera d'arte: sull'arco di volta della prima galleria che incontriamo è stato scolpito nella roccia lo stemma della famiglia reale. L'enorme scultura venne realizzata nel 1879 (data di apertura del tracciato ferroviario) per ricordare ai viaggiatori che provenivano dall'Austria che erano entrati in territorio italiano (all'epoca il confine si trovava proprio a Pontebba).
Dopo pochi chilometri si imbocca il panoramico di “Ponte di Muro” che ci porta sull’altro versante della vallata. Si prosegue sempre in leggera discesa passando vicino a minuscole borgate mentre il paesaggio a volte si apre lasciandoci ammirare i meravigliosi monti che circondano la valle. A Dogna tutti i cicloturisti si fermano sul ponte che scavalca l’omonima vallata per ammirare la spettacolare veduta sulle pareti strapiombanti dell'imponente Jof di Montasio. Dopo aver superato la cascata di Cadramazzo, presso l’ennesima strettoia della valle, un singolare ponte in ferro ci riporta sull’altro versante. In questo punto fino alla fine dell'800 sorgeva “la Chiusa”, l’inespugnabile fortezza che ha dato il nome al paese limitrofo. A Chiusaforte bisogna assolutamente fermarsi in stazione: nello storico edificio, oltre alla possibilità di rifocillarsi e persino dormire (non perdete l'occasione di trascorrere la notte in una storica stazione con un secolo e mezzo di storia!), sta crescendo, giorno dopo giorno, un piccolo museo sulla storia della ferrovia Pontebbana.
Oltrepassata Chiusaforte si incontrano ancora delle gallerie scavate nella roccia e la cascata del Rio Belipeit (facilmente accessibile dalla pista ciclabile, d'estate le sua acque garantiscono refrigerio ai ciclisti accaldati) mentre sulle balze che sovrastano la Ciclovia Alpe Adria, si erge possente ed elegante la Fortezza di Col Badin, costruita nel 1904 ed attualmente in fase di restauro. Arrivati in località Ponte Peraria, prima di affrontare un altro ponte, i cicloturisti possono scegliere tra due opzioni. La prima porta a Moggio Udinese, attraverso le borgate di Roveredo e Ovedasso, seguendo le indicazioni del percorso BiciItalia 5. La strada è asfaltata e poco trafficata ma bisogna bisogna dosare bene le forze a causa di alcune brusche salite. Il percorso ufficiale della Ciclovia Alpe Adria Radweg tira dritto sul ponte, seguendo integralmente il tracciato della vecchia ferrovia fino a raggiungere l’abitato di Resiutta. Se apprezzate la natura e le tradizioni popolari non potete perdere una visita alla suggestiva Val Resia. Con un tracciato di 8 km (sola andata) è possibile raggiungere l'abitato di Prato di Resia dove ha sede il centro visite del Parco Naturale delle Prealpi Giulie. In alternativa, a Resiutta è possibile visitare la Mostra della Miniera del Researtico e la limitrofa Galleria Ghiacciaia.
Oltrepassata la vecchia stazione ferroviaria del paese, si prosegue sempre sulla pista ciclabile realizzata al posto dei binari. In questo tratto si affrontano le due gallerie più lunghe della vecchia ferrovia Pontabbana e si raggiunge la stazione di Moggio, dove al momento, la pista ciclabile si interrompe. Grazie a un sottopasso raggiungiamo il ponte sul Fella dove possiamo scegliere se proseguire pedalando sulla trafficata strada statale oppure raggiungere l’interessante abitato di Moggio Udinese, famoso per la sua abbazia fondata dai monaci benedettini nel 1084 e proseguire lungo una suggestiva strada militare che aggira l’abitato di Campiolo e prosegue fino alla fine della vallata, in comune di Amaro. Purtroppo a causa di una frana la strada militare di Campiolo è chiusa al traffico e l'unica alternativa resta quella di pedalare per qualche chilometro lungo la trafficata strada statale.
Si giunge così a Carnia l’abitato sorto agli inizi del ‘900 intorno alla stazione ferroviaria (in passato il paese era conosciuto col nome di "Stazione per la Carnia"), e si continua verso il capoluogo sempre pedalando sulla strada statale, eccezion fatta per la parte che attraversa il "paese fantasma" di Portis Vecchio (borgo abbandonato in seguito al terremoto del 1976). Poco oltre si giunge in vista delle mura medioevali che proteggono Venzone, unico esempio rimasto in Friuli di cittadina fortificata del Trecento, punto conclusivo di questa tappa.
Sul nostro canale YouTube puoi trovare alcuni video su questa parte di tracciato: Ciclovia Alpe Adria: da Tarvisio a Pontebba e Ciclovia Alpe Adria Radweg: da Pontebba a Chiusaforte.
Oggi lasciamo l'Austria ed entriamo in territorio italiano. Poco oltre Villach lasciamo la Ciclabile della Drava per risalire la Ciclabile Carnica che costeggia il fiume Gail. Si pedala spesso sulla sponda del fiume spesso al riparo di boschi ripari fino a raggiungere un ponte pedonale che attraversa il fiume e segna il punto di inizio della Cicalbile di Tarvisio. Seguendo i segnavia di questo percorso ciclabile si arriva facilmente ad Arnoldstein. Da questa cittadina la pendenza della pista ciclabile diventa più marcata ma comunque pedalabile. Giunti al confine di stato presso il valico di Coccau, il tracciato affronta subito un ripido tornante ciclabile. La ciclovia prosegue ora con alcuni saliscendi attraverso la millenaria Foresta di Tarvisio. Gli ultimi chilometri li percorriamo sul vecchio sedime della Ferrovia Pontebbana, ora trasformato in pista ciclabile.
Descrizione della tappa
Dopo aver visitato il bel centro storico di Villach si riprende a pedalare sulla Drauradweg, seguendo il flusso del fiume. Poco fuori dalla città si svolta a destra imboccando il moderno Ponte della Pace (Friedensbrücke) che ci permette di attraversare la Drava e di raggiungere l'inizio della Ciclabile Carnica (Karnische Radweg – R3). Questo percorso ciclabile risale il corso del fiume Gail, uno degli affluenti della Drava, utilizzando tracciati in parte asfaltati e in parte con fondo naturale ma sempre di buona qualità.
Nei pressi di Unterschütt si abbandona anche la Ciclabile Carnica e, seguendo i segnali del percorso cicloturistico "Tarviser Radweg - R3C", si attraversa il fiume Gail in in direzione di Erlendorf grazie ad un ponte ciclo-pedonale. Il tracciato della Tarviser Radweg è stato di recente modificato e corre per lunghi tratti sulla nuova pista ciclabile realizzata a lato della strada nazionale (N83).
Superato l'abitato di Pockau si giunge in breve ad Arnoldstein, importante comune-mercato dominato dai ruderi di un monastero fortificato ma anche dal Monte Forno (Dreiländereck), il punto in cui si incontrano i confini di Austria, Italia e Slovenia.
Ad Arnoldstein i cicloturisti sono costretti ad attraversare il centro del paese pedalando sulla trafficata strada nazionale. Presso una rotonda, poco prima di superare gli ultimi edifici di Arnoldstein, la Tarviser Radweg torna su una pista ciclabile asfaltata realizzata a fianco della strada nazionale e prosegue, con una costante salita, fino ad arrivare a Thörl-Maglern.
Usciti dall'ultimo villaggio austriaco si raggiunge subito il confine dove la pista ciclabile prosegue prendendo subito quota grazie a due tornantini ed entrando nella Foresta di Tarvisio. In pochi chilometri, sempre pedalando nell'ombre della rigogliosa foresta, si raggiunge l’abitato di Coccau di Sotto. Dopo una brusca salita lungo la stradina che attraversa il paese in direzione di Coccau di Sopra, la Ciclovia Alpe Adria Radweg prosegue utilizzando un tratto abbandonato della strada statale "Pontebbana". Quindi la ciclabile continua sull'ex tracciato della ferrovia Pontebbana che, in leggera salita, ci conduce alla stazione abbandonata di Tarvisio Centrale ove si stacca la diramazione della ciclabile che porta al confine sloveno ed ai laghi di Fusine.
Proseguendo dritti raggiungiamo Tarvisio, cittadina di origine romana ed altro importante mercato della vallata del torrente Slizza/Gailitz). La nostra ciclabile attraversa Tarvisio rimanendo sempre sul vecchio tracciato ferroviario, che passa accanto alla caratteristica stazione di "Tarvisio Città" e alla storica parrocchiale.
La tappa odierna è davvero facile e piacevole. Si pedala costeggiando quasi sempre il fiume Drava, che in questo tratto serpeggia attraverso una larga vallata sapientemente coltivata. Per fortuna gli argini del fiume sono spesso coperti da fitti boschi ripari cheriparano i ciclisti dal sole estivo. Presso Feffernitz vi consigliamo di provare l'emozione di attraversare il fiume sopra la tradizionale zattera mentre a Puch dovete assolutamente fermarvi ad ammirare la moderna passarella ciclopedonale che collega la pista ciclabile alla stazione ferroviaria. Dopo avere superato una strettoia della valle si arriva a Villach, una delle più importanti città austriache caratterizzata da un elegante centro storico.
Descrizione della tappa
Ripartiamo da Spittal continuando a seguire il tracciato della Drauradweg (Ciclabile della Drava – R1): si esce dalla città attraversando la tranquilla periferia grazie a delle piste ciclabili e alcune stradine secondarie. La Ciclovia Alpe Adria Radweg prosegue in mezzo alla campagna coltivata in maniera ordinata fino ad arrivare al grazioso villaggio di Sankt Peter.Continua quindi sempre lungo stradine poco trafficate, che costeggiano prima la linea ferroviaria e poi l'autostrada, fino all’abitato di Mauthbrücken, dove il percorso riprende a costeggiare la sponda sinistra del fiume. Da qui a Villach, la ciclabile corre quasi sempre sulle sponde del fiume, in parte su tracciati asfaltati, in parte su strade sterrate, ma sempre di ottima qualità.
La vallata è piuttosto ampia e si pedala tra i boschi, i campi ordinati e piccoli villaggi. All'altezza di Paternion si passa sulla sponda opposta del fiume utilizzando un passaggio ciclopedonale realizzato sulla sommità di uno sbarramento idroelettrico e dopo pochi chilometri si sfiora il bel paese di Feistriz a.d. Drau. Si continua a pedalare sempre lungo la sponda del fiume che scorre placidamente al nostro fianco. Poco oltre Feffernitz, un caratteristico traghetto in legno fa la spola tra le due sponde della Drava. Dato che il traghetto trasporta anche le biciclette, chi volesse continuare a pedalare sulla ciclabile che prosegue sulla sponda opposta della Drava, sfiorando l'abitato di Lasach, non deve far altro che suonare la campana collocata presso l'imbarco.
Presso Grummern la ciclabile sale su un ponte per tornare sulla sponda sinistra del fiume. Da questo punto la valle della Drava si restringe notevolmente: si pedala nel fresco del bosco fino ad arrivare nei pressi di una possente sbarramento idroelettrico. Aggirata la diga, si entra nella periferia di Villach e continuando a pedalare sulla sopnda del fiume si arriva fino al centro della bella città carinziana.